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      (Ricerca e foto di Marisa Uberti - Avvertenze/Disclaimer)     

 

L'Enigmatica COLONNA ANNODATA 

La colonna, si sa ,è un elemento essenziale dell'architettura, è il 'supporto', l' "asse" della costruzione,  collegandone i livelli e conferendole solidità. Non solo in senso edilizio, si intende, metaforicamente la 'colonna' è considerata il 'tutto', paragonabile ad un albero(l'albero delle vita) in cui le radici sono la sua base, il tronco è il suo fusto e il fogliame è il capitello.La colonna è spesso all'ingresso delle porte e quindi segna un limite, il passaggio da un mondo ad un altro; per non parlare dell'importanza delle due colonne poste all'ingresso del  celeberrimo Tempio di Salomone, a Gerusalemme, contrassegnate dalla lettera J(Jachin) e B(Boaz), il cui simbolismo ricorre e predomina nella Loggia Massonica. Possiamo proporre tantissimi significati riguardo a questo elemento architettonico, ma vorrei porre l'attenzione su un particolare tipo di colonna: quella annodata, detta anche ofitica.

Tempo fa, mi trovavo nella Piazza del Duomo,a Como, nella quale svettano la magnifica cattedrale gotica ed il Palazzo del Broletto. Passando sotto il bel porticato, mi sono ritrovata dietro quest’ultimo e con lo sguardo alzato verso l’alto sono stata attirata da una coppia di colonne diverse dalle altre:avevano un ‘nodo’a mezza altezza. Si tratta di due coppie di colonne legate tra loro che ornano una finestra al secondo piano del Broletto.

 

 

 (sopra,le colonne annodate in una delle finestre nella parte posteriore del Broletto,a Como)

 

Pensai alla fantasia dei costruttori Medievali,poi mi ricordai di aver visto la medesima coppia di colonne nel chiostro dell’Abbazia di Chiaravalle,nei pressi di Milano,solo che qui sono quattro colonne ad essere avvinte da un grosso nodo.

Chiaravalle34.jpg (25887 byte)

 

Qualche tempo dopo,in visita alla chiesa di San Zeno, a Verona, le notai immediatamente:quattro splendide colonne di marmo rosso,per lato, con un nodo a mezza altezza. Le colonne contornavano un altare laterale dell’interno, che è in rigoroso stile Romanico. Cominciavano ad essere un po’ troppe,per sostenere l’ipotesi della ‘fantasia’ dello scultore! Ad essere pignoli,si potrà anche osservare come la colonna della foto inferiore (che nell'altare è posta a sinistra) sembrerebbe essere stata 'riassemblata' perchè il nodo appare "al contrario"rispetto a quello dell'altra coppia di colonne.

 

 

Le splendide colonne in marmo rosso di Verona (Basilica di San Zeno)

Prima di proseguire con l'analisi dei luoghi in cui le colonne annodate sono presenti,sorge a questo punto la domanda:

CHI ha ‘ideato’ la colonna annodata? Quando? E perché?

Difficilmente qualcosa si ‘inventa’: ci deve essere stato un ‘modello’ o un ‘significato’ che si è voluto trasmettere. Inoltre lo studio si fa più interessante accorgendoci che la colonna annodata non conosce soluzione di continuità, come riportato in un lavoro tedesco dal titolo "Die Meister von Como",apparso sul quaderno nr. 4, Aprile 1967, R. L.QUATUOR CORONATI nr. 808,  che è uno dei pochissimi che dedica ampio spazio all’esistenza della colonna annodata, cercando di capirne l’origine, gli sviluppi e i possibili autori, lasciandomi la curiosità di approfondire l’argomento, anche perché non esclude l’ipotesi che vi sia stata una continuità delle Conoscenze e di quella complessa serie di Saperi detenuti nell’ambito dei Collegia Romani(a loro volta provenienti dalle epoche precedenti), poi confluiti nel Regno Longobardo e proseguiti nel periodo successivo, conservati all’interno delle confraternite Edili dei LIBERI MURATORI, che custodivano gelosamente i ‘segreti del mestiere’, per i quali forse il ‘nodo’poteva rappresentare un segno di ‘riconoscimento di una determinata famiglia di costruttori o la materializzazione di un legame spirituale di fratellanza e unione che ritroviamo nell’iconografia massonica,  oppure il simbolo della ‘presenza’di un dio uno e trino, riconducendoci al concetto di TRINITA’.

Dal momento che in epoca Longobarda e per tutto il Medioevo le maestranze edili più in vista(almeno nell'Italia centro-settentrionale ma anche in molti paesi europei) erano i Maestri Comacini, la mia ricerca si è diretta verso questa straordinaria Confraternita di mirabili artisti,dei quali è affascinante notare come abbiano prestato la loro opera proprio dove sono presenti le  colonne annodate,anche se è molto difficile dare una risposta per ogni singolo manufatto,scarseggiando le notizie in merito.

La faccenda,infatti,  si è fatta ancora più interessante dal momento che le notizie relative a questo particolare stile "ornamentalistico" sono estremamente scarse e frammentarie:non cattura generalmente l’interesse degli specialisti e degli storici, passando praticamente inosservata o semplicemente descritta come ‘abbellimento’ partorito dalla fantasia scultorea di chi lo ha eseguito. I testi di storia dell’arte non la contemplano quasi mai.A volte viene menzionata come colonna recante un "nodo di Salomone".Esso è un simbolo molto conosciuto a ancora oggi sfruttato come tema decorativo per mosaici, pavimenti,greche, oggettistica, come talismano in astrologia, etc.Anticamente, il Nodo di Salomone, era costituito da complicati intrecci geometrici che  disperdevano stregonerie e malefici. Esotericamente, ricorda l'unione di due elementi che si fondono per dare origine al 'tutto'.

 

Quale legame, se ve ne fosse uno,  unisce il nodo Salomonico alle Colonne annodate?
Mi sono messa alla ricerca di maggiori informazioni e quello che ho scoperto è molto interessante: la colonna annodata è presente in molte località in Italia e all’estero.

UN CENSIMENTO DELLE COLONNE OFITICHE 

Nel lavoro tedesco che ho menzionato si elencano 24 località in cui sono attestate colonne ofitiche,di cui la prima datata al XII secolo ( Ferrara) e l'ultima al 1863.

In realtà, questo elenco è incompleto,dal momento che attraverso la mia piccola ricerca ho 'scoperto' (o, in alcuni casi, gentili collaboratori mi hanno aiutato a scoprire) numerose altre colonne annodate, di cui per il momento posso datare all'VIII secolo circa la prima (Pulpito di Gropina) e agli inizi del 1900 la seconda (Monaco di Baviera). Questo elenco è altresì  certamente incompleto e mi auguro di poterlo aggiornare anche grazie alle vostre importanti e attente segnalazioni.

 

A Gropina, in provincia di Arezzo, località Loro Ciufenna, presso la Pieve Romanica, c'è un magnifico Pulpito, ricco di significati simbolici.La Pieve attuale risale al XII secolo ma, al di sotto del pavimento, vi sono ancora ruderi visibili del precedente edificio,una pieve longobarda dell’ VIII secolo, di cui il PULPITO è una delle poche vestigia rimaste e rappresenta il fiore all’occhiello della PIEVE tutt’oggi. Quindi,dovremmo tornare indietro all'epoca dei Longobardi per trovare il primo 'prototipo'della colonna annodata,dal momento che alla base del Pulpito Longobardo si trova una coppia di colonne legate tra loro da un nodo?

 

Il Pulpito Longobardo(circa VIII sec.) di Gropina

 Su queste colonne ci informa in modo eloquente Monsignor Valente Moretti, pievano di Gropina,in un bellissimo manualetto che si può trovare presso la Pieve stessa dal titolo "Il Pulpito di Gropina-Una Splendida meditazione sulla vita di fede’.

Egli ha dedicato l’intero libretto interamente allo studio del Pulpito e dei simbolismi in esso presenti. In esso troviamo la sua definizione della COLONNA COL NODO,  che mi sembra assai interessante riportare integralmente:  

" Essa esprime il più grande mistero della fede:la Trinità di Dio.C’è un solo Dio in tre Persone uguali e distinte:Padre e Figlio espressi con le due colonnine annodate;e c’è lo Spirito Santo il cui simbolo è il nodo. E’l’amore che unisce Padre e Figlio fino a fare di tre Persone un Dio solo.Cosicchè possiamo dire con S.Agostino che in Dio c’è l’Amante,è il Padre; c’è l’Amato,è il Figlio;e c’è l’Amore,è lo Spirito Santo. Il mistero della Trinità di Dio è la BASE di tutto il credo cattolico e l’artista ne ha collocato il simbolo nella Base del pulpito dal quale questo mistero viene insegnato!

Anche il secondo mistero della fede,l’incarnazione del Figlio di Dio,è presente nella colonna col nodo.In Cristo,Dio fatto uomo,vi sono due nature:la divina e l’umana. Ecco le due colonnine. Ma c’è una sola persona,quella divina, ed ecco il nodo che unisce le due nature.Splendido messaggio di fede, la colonna annodata, che si trova anche altrove ma solo come elemento decorativo".

Monsignor Moretti si riferisce sicuramente alla presenza di altre colonne annodate presenti nella Pieve, all’esterno, in una delle gallerie dell’abside posteriore.

 

 

Al centro della galleria superiore dell'abside della Pieve di Gropina, una coppia di colonne annodate.

Se il PULPITO risale ad un’epoca longobarda e la ricostruzione della Pieve fu eseguita nel XII°secolo, perché lo scultore scelse proprio di ‘lasciare’il medesimo simbolismo molti secoli dopo? Sarà proprio un semplice elemento "decorativo", questo della galleria, come lo definisce il pievano? O il simbolo di un ‘legame’, una ‘catena’ che in qualche maniera ha portato avanti una Tradizione? O una stessa famiglia di scultori che, di generazione in generazione, si è 'trasmessa'un segno distintivo?


 Per quelle che sono le mie conoscenze attuali, in ordine di tempo, dopo Gropina ci dovremmo spostare a Quarantoli (Modena), dove, nella Pieve di Santa Maria della Neve, notiamo  i pilastrini che sostengono la mensa d'altare, di cui uno è a colonne annodate

 

(l'immagine è proprietà dello Studio Gio Ve; è comunque visibile al sito http://web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/artegiove/Quarantoli/body/9678.htm)

Alcuni documenti del 1044 citano la Pieve, ma probabilmente essa(come quella di GROPINA) risale all'VIII-IX secolo,e fu consacrata molto probabilmente il 15 novembre 1114 (da un'iscrizioneche incisa sulla mensa dell'altare).

Troviamo altre colonne annodate,abbiamo già detto, Ferrara, presso il Duomo: colonne annodate ai due lati della porta principale (1135).

Ferrara-(6).jpg (42400 byte)(attuali,rifacimento di epoca neoclassica)

  Ferrara-(16).jpg (67273 byte) La più antica,reperto situato sulla parte interna della facciata del Duomo di Ferrara. Ferrara-(20).jpg (113594 byte)Le colonne annodate originariamente in facciata,oggi situate nell'atrio interno della cattedrale.

 A Lucca, nella Chiesa di S.Michele dove, ad ogni lato di due delle quattro gallerie, sono presenti  colonne annodate (XII secolo) .Nella città di Lucca sono presenti colonne annodate anche nella cattedrale di San Martino e('mia' scoperta del gennaio 2006)c'è una piccola colonnina annodata anche nella chiesa di San Frediano,sul magnifico fonte o fontana lustrale del XII secolo

Lucca (182).JPG (122012 byte),attribuita a scuola 'lombarda',di cui si tratta a parte.


s.m.c.a.3.jpg (53827 byte) Gallerie sorrette da colonne nella Chiesa di S.Michele a Lucca.

Tra l'altro, come notiamo, le quattro colonne annodate all'estrema sinistra sono lisce e hanno un nodo a mezza altezza, tutte le altre hanno lavorazioni diverse, alcune molto elaborate.

s.m.c.a.4.jpg (26350 byte)1s.m.c.a.5.jpg (23441 byte)23 4.

Ho notato che questi nodi(specialmente quello della colonna foto 1 e 2) sono diversi dai 'consueti' nodi che uniscono quattro colonne, pertanto ne deduco che siano riproduzioni più recenti delle originali. Infatti,da una visita alla città di Lucca del dicembre-gennaio 2006 ho potuto sapere che quelle oggi in loco sono state rifatte nell'Ottocento;le primitive dovrebbero trovarsi al Museo nazionale di Villa Guinigi.Ma come mai sono tanto diversi?Si è persa la capacità di creare opere simili? Ci si è resi conto che non è così semplice realizzare un nodo 'comacino' con la pietra? Non so perchè sulle altre due(foto 3 e 4)siano stati apposti quei 'trattini'romboidali decorativi;sarebbe interessante,per me,sapere se in origine fossero presenti,sulle colonne annodate originarie.La facciata del San Michele in Foro a Lucca è attribuita a Guidetto da Como(maestro Comacino),come quella del San Martino,la cattedrale,che reca due colonne annodate in facciata

colonne-annodate-s.Martino.jpg (62537 byte)  

Dettaglio della colonna ofitica destra dell'ultima galleria della facciata della cattedrale 

di S.Martino di Lucca:Foto seguente:veduta più ampliata

Lucca (43).JPG (126510 byte)                                                                                                                                                                                                      

A Chiaravalle Milanese, presso l'Abbazia Cistercense fondata da San Bernardo (circa 1135).Vi si trova un gruppo ofitico di quattro colonne -capolavoro (sembra che la pietra fosse divenuta malleabile e plasmabile come una creta per quell'artefice anonimo!).In origine ad ogni angolo del chiostro c'era un gruppo annodato di colonne,oggi ne resta soltanto uno,nell'angolo occidentale.

Chiaravalle50.jpg (27035 byte) Chiaravalle37.jpg (19310 byte)

Colonne annodate presenti anche nel chiostro di Chiaravalle alla Colomba,ad ALSENO (PC),fondata nel 1136 o '37 direttamente da S.Bernardo, però in quest'ultima  abbiamo quattro gruppi di altrettante colonne ofitiche (un gruppo per ciascun angolo del chiostro quadrato).(Il chiostro è magnifico e verrà descritto insieme all'Abbazia in apposita sezione)

   

 

Le due Abbazie sono entrambe CISTERCENSI. Ma c'è un particolare che rende il tutto ancora più interessante.Una delle abbazie 'figlie' di Chiaravalle Milanese si trova a Follina(TV), l'antica Sana-Vallis, l'Abbazia cistercense di Santa Maria, fondata nel 1146 e ha, nel chiostro, insieme ad altri tipi di splendide colonne,una colonna annodata all'angolo meridionale.

Particolare del NODO a mezza altezza delle colonne nel chiostro di Follina. La colonna ofitica è costituita da quattro 'fasci' uniti e fusi in un'unica colonna quadrilobata, a differenza di Chiaravalle alla Colomba dove ogni colonna è libera rispetto alle altre, ma unita ad esse da un grosso nodo.

A Venezia, presso la splendida  Basilica di SAN MARCO ho osservato molti gruppi di COLONNE ANNODATE.Sulla facciata,abbiamo in fila quattro nodi alle colonne, che contornano deliziose 'finestrelle'mirabilmente scolpite.Al di sopra,i simboli degli Evangelisti :Matteo, l'uomo alato; Giovanni,l'aquila; Marco, il Leone e Luca, il bue.

 

Sulla facciata,abbiamo in fila quattro nodi alle colonne,che contornano deliziose 'finestrelle'mirabilmente scolpite.

Altre,sulla balaustra che si trova nella parte superiore della basilica stessa:

Colonne annodate 2.jpg (20691 byte) 

Un particolare importante: uno dei nodi non si presenta come gli altri fin qui visti, bensì è un nodo doppio(non si vede nitidamente nella foto,comunque si trova nelle colonnine centrali dello spigolo)

 

 Numerosi scultori  Comacini  lavorarono alacremente dal 1100 al 1200 in S.Marco a Venezia,dove" peraltro il distacco netto dai ricordi formali cristiano-bizantini permangono latenti, con quei tipici concetti di irrealtà spaziale". 

A  Modena. Duomo: colonne annodate alla porta regia (1209).
A  Como,come abbiamo già visto,presso il Palazzo del  Broletto : 2° piano, lato posteriore del palazzo, due colonne annodate.
A  Trento. Duomo: grande colonna annodata alla "Porta dei Leoni", altre minori nelle gallerie (inizio XIII secolo).


A S.Quirico d'Orcia (Siena), nella Chiesa Collegiata vi sono due coppie di quattrocolonne annodate ai lati della porta principale (databili fine XII secolo)

San-Qurico3.jpg (30300 byte) .San-Qurico-d'Orcia-colonne5.jpg (56059 byte)

 

 San-Qurico5.jpg (67023 byte) San-Qurico-d'Orcia-colonne1.jpg (92699 byte) San-Qurico-d'Orcia-colonne2.jpg (61598 byte)  

San-Qurico-d'Orcia-colonne3.jpg (64972 byte)San-Qurico-d'Orcia-colonne4.jpg (35235 byte)

 

Presso la Pieve di Santa Maria ad Arezzo, troviamo Colonne annodate sulla facciata (12°-13° Secolo) in più punti.

Le colonne annodate sono su corsi di gallerie diversi;questa ad esempio presenta due nodi ed è formata da sei o otto fasci riuniti in una sola colonna.Il nodo sembra di un tipo semplice perchè le colonne non sono staccate tra loro(monoblocco).La difficoltà di avere una documentazione migliore è dovuta al fatto che la nostra visita si è svolta sul calar della sera,con digitale con batterie non al top e -non ultimo-le gallerie sono protette da reti (probabilmente per pericolo di caduta frammenti di cornicione,poichè si è notato effettivamente un certo dissesto in questa facciata).La rete non ha permesso di ricavare immagini migliori di queste.

 

Arezzo (10).JPG (126671 byte)

Ho avuto notizia di colonne annodate nel Palazzo del Podestà,a Città di Castello, mutilo nella facciata di Nicola Barbioni (1687), e tuttavia integro nel lato costruito a piccoli conci di arenaria tra il 1324-1368 da Angelo d'Orvieto, su commissione dei Tarlati di Pietramala. Fondachi a sesto acuto con lunette fregiate di stemmi e preziose bifore ad arco semicircolare, con colonne binate intrecciate alla lombarda, danno alla facciata un aspetto singolare(da info http://www.primitaly.it/umbria/perugia/cit_cast.htm)

 

A Spalato. (Jugoslavia) Mausoleo di Diocleziano: colonne annodate nel colonnato circolare (13° secolo).

Nel XIII Secolo troviamo imitazioni in Germania, Austria e Boemia tedesca:
a Bamberga nel Duomo: due colonne annodate nel Coro S.Giorgio (
circa 1220). Le colonne Bamberghesi sembra siano le sole che presentano i fasci non annodati direttamente, così da dare l'impressione che i nodi siano stati aggiunti posteriormente 

 

(ma avendole visitate nell'agosto 2004 non ho avuto questa impressione, vedi lavoro a parte).
A Merseburg. Chiesa di S.Tommaso al Mercato Nuovo (1230): una raffigurazione della colonna annodata del Duomo di Merseburg si trova nel Bildwörterbuch der Kunst come esempio di colonna annodata.
Würzburg. Duomo (1230). Due colonne annodate "Jachin" e "Booz".

Wurzburgcolonne.jpg (26315 byte)


A  Mödling (Austria meridionale) Karner : colonne annodate al portale (1230).
A . Büdingen (Assia) Colonna annodata nel Castello (circa 1250).
A  Brendlorenzen (presso Neustadt an der Saale). Colonna annodata in una finestra ad arco del campanile (prima metà del 13° secolo).
A  Wimpfen. Palazzo imperiale: colonne annodate nelle arcate di Pallade (dopo il 1260).
A  Lorsch. Resti di colonne annodate nella collezione di pietre del padiglione reale.
A  Erbach bei Lorsch. Resti di colonne annodate nella collezione di pietre della basilica di Einhard.
A Osseg (Boemia). Secondo Lennhoff-Possner, alla voce: Würzburger Säulen, fasci di colonne con nodi si trovano in un leggìo del chiostro.
A  Sopron (Ungheria) in latino Scarbantia, in tedesco Oedenburg. Secondo Egg: "A Oedenburg troviamo lavori di scalpellini lombardi con le autentiche colonne annodate lombarde". Sopron è la più antica città ungherese vicina alla frontiera austriaca a sud di Vienna. La chiesa di S.Michele è del 13° secolo.
A Verona. S.Zeno Maggiore. Colonne annodate ad un altare (14° Sec.),quelle che abbiamo visto in apertura.

A  Oberstreu.(presso Mellrichstadt nella Franconia meridionale). Colonne annodate quale costruzione inferiore di un'edicola ad un incrocio del paese (1448).

Nel XVIII secolo la colonna annodata viene segnalata nella Loggia di Würzburg.

A Schwerin in Mecklemburg. Tomba massonica del 1863. Ai due lati dell'ingresso della cappella si trovano due colonne annodate, fedeli riproduzioni delle colonne di Würzburg.

E’un caso che si trovino proprio in questa sede?


 Nel luglio 2003 ho visto una colonna annodata a Monaco di Baviera, presso la Kath.Stadtpfarrkirche St.Anna.

Era praticamente l'ultima chiesa che visitavo durante il mio viaggio e per questo la sorpresa e la gioia di trovarmi di fronte ad un pulpito stupendo, sorretto da una colonna con il NODO, mi fece quasi serrare la gola. Era mezzogiorno e la S.Messa stava terminando,man mano la gente lasciava l'edificio di culto e io avanzavo lentamente verso quel punto,rispettosa di tanta meraviglia.

La Chiesa in cui si trova è nel quartiere LEHEL,a Monaco ed è denominata Kath.Stadtpfarrkirche St.Anna.

di cui nella foto vediamo la parte meridionale.Fu voluta da Massimiliano Emanuele nel 1725 e vi lavorarono anche i fratelli Asam(di cui si è parlato nella sezione dedicata a Monaco di Baviera),artisti importantissimi nella Monaco del tempo.

L'interno della chiesa, a tre navate, è molto luminoso e ricco di stucchi. L'ora particolare e l'assenza di persone, rendeva il momento che vivevo carico di misticismo.

 

Il fascio luminoso del sole aveva preso il posto degli esseri umani, come a voler far da spettatore al mio stupore. La bellezza del pulpito, il cui autore è A.Pruska e la cui epoca di esecuzione pare collocarsi alla fine del 1800,  è evidente anche dalla fotografia: nel registro superiore si trovano le quattro iconografie classiche degli Evangelisti, scolpite e dipinte con colori vivi, tra cui spicca l'azzurro.Ognuno dei riquadri che ne contiene la figura, è contornato da una diversa cornice.

Al di sotto, gli Evangelisti sono ritratti secondo la Visione dell'Apocalisse,il Tetramorfo,in cui troviamo

Matteo-l’uomo alato
Luca-il bue
Marco-il leone
Giovanni-l’aquila

Secondo SAN GEROLAMO,il Tetramorfo sintetizza la totalità del mistero cristiano:l’uomo alato=INCARNAZIONE;bue =PASSIONE;leone=RESURREZIONE;aquila=ASCENSIONE.

Come non vedervi un richiamo all'allegoria alchemica paludata sotto le spoglie cristiane?

La parte riservata alla salita è sostenuta da una colonnina e reca, nella parte anteriore, alcuni simboli tra cui spiccano due cerchi concentrici tagliati da una sorta di croce. Ma in questa sede ci interessa sottolineare la presenza della colonna con il nodo centrale.

Abbiamo incontrato prima un altro PULPITO recante le insegne degli Evangelisti (il Tetramorfo) e, al di sotto, la colonna con il nodo, ed è a Gropina, in Toscana.La cosa più interessante o semplicemente curiosa è che quelle colonne annodate sembrano essere le più antiche (periodo longobardo)e questa, invece, la più recente, dal momento che l'autore nacque nel 1846 e morì nel 1930. Risulta ancora attivo in questa chiesa negli anni 1925-26.

Saremmo davanti ad una 'revisione', pertanto, delle nostre conoscenze sulla cronologia e topografia delle colonne ofitiche.Analizzeremo nell'apposita sezione le caratteristiche di questo nodo.

Nell'agosto 2004 ho visitato le colonne annodate di Wurzburg e Bamberga (Baviera-Germania), di cui ho elaborato un lavoro a parte (vedi).

Attestazione di una colonna annodata  anche a BENEVENTO, presso il Chiostro della Chiesa di Santa Sofia.

 

La chiesa di S. Sofia, fu fondata nel 760 da Arechi II, Duca Longobardo di Benevento, ed inaugurata nel 762, allo scopo di conservarvi le reliquie dei Santi protettori del popolo Longobardo.
La chiesa è una delle più singolari costruzioni dell'epoca medioevale poichè la sua pianta è per metà un cerchio e per metà una stella. Pilastri e colonne formanti un esagono centrale,vanno a costituire i due corridoi concentrici,che creano un decagono esterno e reggono totalmente la volta, favorendo un contrasto di luci e di ombre. Il perimetro della chiesa, ad eccezione delle tre absidi semicircolari, rientra in una circonferenza che ha un diametro di mt.23,50. L'altezza massima è di 8 metri.

Alla nostra ricerca interessa in particolare il Chiostro, costruito tra il 1142 e il 1176. Esso, un tempo Monastero femminile, passò a Montecassino e poi fu dato in commenda. Il Chiostro ha una pianta  quasi quadrata ma non completamente,poichè nell'angolo sud vi è una rientranza per dare spazio alla chiesa. E'composto da sedici pilastri intervallati da  quadrifore e da una trifora, sostenute da archetti a sesto ribassato di epoca araba. Le colonnine che si contano a sostegno delle sedici aperture sono in numero di 47,ognuna diversa dall'altra e di cui una è annodata.

 

 

Ogni colonnina è sormontata da un capitello e da un pulvino. Pare che questi siano particolarmente interessanti  poichè nei bassorilievi che presentano si celerebbero storie di draghi e profezie nella città del XII secolo, epoca 'magica' per il Medioevo ( ci sono anche dei cunicoli sotto la Chiesa di Santa Sofia...). 

Le quadrifore delimiterebbero  uno spazio simbolico, unico del suo genere,  che rappresenterebbe l’alternanza del bene e del male.  La città di Benevento fu denominata "Regina viarum" dai Romani, oggetto (nel tempo) di dominazioni normanne e saracene, francesi e austriache.A Benevento,  è transitato il culto iniziatico di Iside, caro agli Antichi Egizi.  Nell'88 d.C., l'imperatore Domiziano volle che qui venisse costruito un Tempio a lei dedicato, quale Signora della città. Il culto del Sole,della Luna e del Serpente albergarono a Benevento per secoli, divinità 'pagane' che si ritrovano spessissimo anche nell'iconografia Medievale.  La presenza della colonna ofitica proprio in questo luogo,potrebbe supportare indicativamente la tesi che essa sia 'legata' alla Confraternita dei Maestri Comacini, sicuramente attivi sia in epoca Longobarda che successiva. 


Sulla rivista Graal (Enigmi-Storia-Costume Medioevo e Rinascimento) nei numeri 5 e 6 si possono trovare i miei  articoli relativi a quanto contenuto in queste sezioni. Nel numero 6 sono state pubblicate,tra l'altro,immagini di colonne di cui è a conoscenza Nicola Pezzella(direttore dela rivista a quel tempo) e che vanno ad aggiungersi alla nutrita lista esposta fin'ora. Le località sono: FOLLINA(TV) e VIDOR (BL), presso il chiostro dell'Abbazia di S. Bona. Le  colonne ofitiche sono presenti in due angoli del chiostro.Notare la vicinanza topografica tra l'Abbazia cistercense di Follina e quella di Vidor.

 

    

Purtroppo andando a visitare l'Abbazia di Vidor (luglio 2007)abbiamo avuto una sgradita sorpresa:non è aperta alle visite,essendo di proprietà privata.Speriamo in un futuro di poter approfittare di qualche occasione in cui viene aperta al pubblico o,se il conte proprietario dovesse leggere questo articolo,potrebbe muoversi a 'compassione' e,dato il nostro amore per le colonne annodate,potrebbe concederci il permesso di visitarla e immortalarla.

Notiamo che anche questa colonna non unisce coppie di colonne ma una singola (quadrilobata).Ricapitolando,in quattro Abbazie Cistercensi si ritrovano colonne annodate:Chiaravalle Milanese e alla Colomba(PC), Follina e Vidor (che nacque probabilmente benedettina,poi fu cistercense,non si hanno molte notizie sulla sua storia).

In Croazia, precisamente a Pola, si trovano due coppie di quattro colonne annodate presso la Chiesa di Santa Maria del Mare, costruita nel XIX secolo in stile neoromanico.

  Protiro con le colonne annodate.

Da osservare che anche questi manufatti sono di epoca relativamente recente: "qualcuno continua a portare avanti un sottile simbolismo"?

Nel febbraio 2005 ho potuto trovare questa coppia di colonnine,delle quali ignoro la data di esecuzione e la collocazione originaria.

Sono situate nella facciata di un edificio nel centro storico di BRENO (Valcamonica-BS).Non hanno un vero e proprio NODO che le unisce,ma ritengo ugualmente interessante il simbolismo,atto a 'fondere'insieme i due elementi,che già sono stati realizzati combacianti tra loro. 

Nel Battistero di Parma sono presenti delle colonne che fino ad ora non avevo mai visto in altre parti.Sono costituite,come si vede nella foto,

da un fascio di colonne in marmo rosso di Verona,e recano,più o meno a mezza altezza,dei curiosi 'anelli'fusi tra loro(alla base,sopra il piedistallo,si trovano tre curiose formine dello stesso materiale,dall'incerta decifrazione).

Non posso dire che si tratti di un vero e proprio nodo come negli altri palesi casi, ma è molto curioso questo particolare scultoreo.Il Battistero,capolavoro artistico assoluto nel suo genere, è stato attribuito a Benedetto Antelami e alla sua scuola e risale al XII secolo.

Nel gennaio 2007, nella splendida chiesa abbaziale di Santa Maria d'Arabona 

(Manoppello,CH) 

abbiamo trovato un nodo alla colonna, proprio così, 

come si vede abbastanza chiaramente nella foto.

nodo-Arabona.jpg (102607 byte) 

nodo-Arabona2.jpg (109782 byte) Altra angolazione:si vede bene la colonna che reca un nodo.

Il manufatto è un candelabro per il cero pasquale,situato nei pressi del presbiterio della chiesa.

Probabilmente risale al XIII -XIV secolo,è costituito da una base quadrata,un fusto istoriato,e da dodici 

colonnine, tutte diverse tra loro(a torciglione,ritorte,spigolate,spigate,e quella liscia-

ma non troppo!-che reca il nodo).La parte terminale è una colonna decorata a palmette

 in cui si poneva il cero acceso il Sabato Santo.Questo manufatto è un vero capolavoro 

di scultura e simbolismo.Il 'nodo'è diverso da quelli visti in questa sezione:non è a mezza altezza

 ma posto più in alto;i 'fasci' non sono proprio 'annodati'ma è innegabile che si 'incrocino'.

I fasci della colonnina non sono del tutto lisci,e terminano con andamento 'obliquo'.

Tutto il manufatto assume caratteristiche veramente singolari,in ogni suo elemento 'decorativo':

ritengo siano intervenute maestranze che, se non Comacine, fossero affini alla loro 'Scuola'

o ne avessero mutuato i modelli artistici.Essi comunque sono ben attestati in Abruzzo

quali artefici di numerose opere.

Nel giugno 2007 abbiamo rilevato la presenza di curiose colonne 'annodate' nella Cappella della Rocca di Gradara (PU),alla base di una tavola d'altare.

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Non siamo di fronte a manufatti in cui è la colonna stessa ad annodarsi con se stessa,ma queste colonne,costituite da quattro fusti riuniti,sono 'circondate'a mezza altezza da una seria di 'anelli' o nodi che le tengono saldamente unite.I capitelli sono istoriati con scene che paiono tratte dal bestiario medievale,ma al momento non sappiamo se l'epoca di realizzazione di questi manufatti sia antica o copia recente.Le altre due colonne che sorreggono l'altare sono lisce(le due anteriori annodate,le due posteriori no).

Agli inizi di settembre 2007 riceviamo dal sig.Fiorenzo Zampieri la gradita segnalazione di una colonna annodata di cui ignoravamo l'esistenza. Essa si trova a Lusia, in provincia di Rovigo e questo è ciò che sappiamo grazie al cortese segnalatore:

"Verso il 1400 giunge a Lusia da Costantinopoli, una colonna annodata a quattro fusti, con capitelli figurati, che ancora oggi si può ammirare sulla piazza antistante la nuova Chiesa Parrocchiale. I Veneziani l'avevano riportata da un viaggio assieme ad un'altra colonna. Ma la barca che le trasportava si era arenata alle foci dell'Adige facendo sprofondare una delle due colonne. Giunta a Lusia, la colonna che si era salvata, era stata sormontata da una statuetta che la tradizione popolare identifica con San Vito e posta davanti al castello.La colonna che è alta circa 3,50 metri, in origine era sormontata da due leoncini in granito, accosciati, che nel 1882 furono asportati dagli eredi della contessa E. Morosini Gattembur". 

Queste le notizie avute, insieme a delle foto,  molto belle, che mi inducono a ritenere questa colonna simile ai loro analoghi dei secoli XII-XIII occidentali (vedi anche in questo lavoro i diversi esempi). I motivi sui capitelli sono riferibili a maestranze non distanti dai Maestri Comacini, che utilizzavano 'faccine' quasi come una 'traccia'della loro manodopera spesso anonima. Elementi fitomorfi anche.La presenza originaria di un leone accovacciato è pure la conferma di una loro probabile 'mano', essendo questo animale uno dei loro 'simboli' per eccellenza, che riempiono ingressi di chiese, cattedrali, basiliche (ma anche elementi interni come cappelle o altari) sia in Italia che all'estero. Resta comunque il mistero di chi e per chi sia stata creata, quando sia stata realizzata, insieme alla sua 'compagna'(annodata anch'essa?) che oggi giace alla foce dell'Adige, come abbiamo letto! A Costantinopoli è risaputo che i nostri Maestri lavorarono. Ma se queste si trovavano là (oggi la città è Istambul), non dovevano essere un esemplare unico, forse in Oriente questi modelli sono più frequenti di quanto pensiamo. Ma per quale edificio erano state fatte queste due colonne? Cosa 'adornavano' e dov'erano situate? L'ipotesi che facciamo è che si tratti di artefici appartenenti a Gilde o Corporazioni edili itineranti, come appunto quella dei Magistri Comacini. Perchè si pensò a trafugare proprio questi manufatti, che non sono nè d'oro nè di altro metallo prezioso. Avevano un valore per chi le portò via? E se si, perchè? Dov'erano destinate una volta giunte a Lusia? Per 'abbellire' il castello? Certo è un onore per la nostra colonna annodata stare all'ingresso di una nobile dimora.Ed è già molto che oggi non se ne sia persa la memoria, con le vicissitudini che il paese ha attraversato.Temiamo che le intemperie e lo smog possano però apportare dei danni alla colonna annodata 'superstite'. 

(Le foto sono di Fiorenzo Zampieri, e seguono le Avvertenze/Disclaimer. Elaborazione dei particolari nostra).

Settembre 2007, Tuscania, chiesa di Santa Maria Maggiore, gioiello dell'arte longobarda prima e medievale poi, in cui lavorarono i Magisti Comacini. Sulla parete interna a destra, nella navata laterale, c'è una nicchia forse ricavata da un'antica apertura,in cui sono stati inseriti elementi appartenenti alla chiesa precedente (longobarda): tra essi si nota una esile colonna annodata formata da due fusti che si annodano al centro. Di fattura alquanto arcaica, riteniamo che sia interessantissima proprio per la sua datazione che,se confermata appartenere all'età longobarda (VII-VIII sec.), sarebbe l'esemplare più antico insieme a quella del pulpito longobardo di Gropina (AR), di cui abbiamo parlato sopra. L'emozione di trovarne una è sempre altissima!

 

Cathédrale St-Sauveur  - Aix-en-Provence

Chiesa di S. Maria in Acquedotto  -  Forlì

Comune di Millesimo (SV)

 

Monastero Santo Stefano

Oggi è proprietà privata: Villa Centurione. Dell'originaria costruzione religiosa, un monastero benedettino, rimane il ricordo in
documenti del secolo XI. Sullo stesso luogo sorge nel 1218 un monastero cistercense femminile, del quale rimane l'impianto generale: il chiostro al centro, la chiesa e gli ambienti conventuali lungo i lati delle gallerie.

Il chiostro è a cinque campate per lato, con archi a tutto sesto; la parte delle colonnine in arenaria è del 1456 (data incisa su un capitello); sono presenti decorazioni a motivi vegetali stilizzati (tipici dei cistercensi) e motivi figurati (simboli della Trinità).
Lungo la galleria a Est si nota un arco decorato con formelle in cotto; due colonnine Ofitiche (abbinate e annodate nel fusto) risalgono al XIII secolo. A Nord si trova la chiesa, rifatta forse nel 1630. La facciata ha un portico che poggia sui
pilastri massicci; nell'interno, ad aula, un altare del '700. Sul muro perimetrale della chiesa un affresco, forse trecentesco, rappresenta una Madonna con Santo Stefano e la famiglia Del Carretto in preghiera. In seguito alle soppressioni napoleoniche e alla chiusura del monastero, l'edificio è adibito a residenza nobiliare dei Marchesi Del Carretto, della famiglia Zerbino e poi del marchese Carlo Centurione che lo trasforma in un castello gotico-rinascimentale. La torre è ornata da merli. L'edificio è rivestito di bugnato rustico al pianterreno e di intonaco negli altri piani, con profilature in cotto negli spigoli e in alto.

Al secondo piano si nota un affresco che rappresenta un corteo di dame e cavalieri con
abiti rinascimentali. Un maestoso salone porta all'ingresso principale.

 

Chiesa di san pietro extra muros – Bosa (Oristano, Sardegna)

San Simplicio di Olbia

 

 

 

La Ricerca è destinata ad ampliarsi e ad arricchirsi!

IL CENSIMENTO AGGIORNATO DEI LUOGHI DELLA COLONNA ANNODATA

 


Bibliografia essenziale:

Titolo originale: Die Meister von Como", apparso sul quaderno nr. 4, Aprile 1967,della R.: L.: QUATUOR CORONATI nr. 808 Or.: di Bayreuth (R.F.T.)

Ringraziamenti e citazioni:

sig Aldo Innocenti per la foto dell'Abside di Gropina
sig,Roberto Lunghi, per la segnalazione della colonna annodata di Benevento e per le foto relative
Le foto dell'Abbazia di Vidor e  della Chiesa di S.Maria del Mare a Pola sono tratte dal numero 6 di "GRAAL"(nov.-dic.2003).
Sig.ra Vincenza Ciampelli per la segnalazione delle colonne annodate a Città di Castello(PG)

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